Un racconto visivo sulla memoria, la perdita e la forza della speranza.
Un progetto autoprodotto da Eleven Studio, The Kite è un cortometraggio nato dal desiderio di raccontare, attraverso immagini e silenzi, la forza della speranza anche nei luoghi dove sembra impossibile trovarla.
Il film si ispira alla poesia “If I Must Die” di Refaat Alareer, trasformando il suo messaggio in un racconto visivo essenziale, emotivo e simbolico.
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The Kite nasce come progetto cinematografico indipendente, con l’obiettivo di trasformare un testo poetico potente in un racconto visivo essenziale.
La sfida era riuscire a:
- tradurre il linguaggio della poesia in immagini;
- costruire un racconto emotivo senza eccesso di parole;
- lavorare su silenzi, simboli e gesti come elementi narrativi principali;
- creare un film capace di parlare a un pubblico internazionale.
Il progetto è stato concepito come un’esperienza visiva più che come una narrazione tradizionale.
GENESI DEL PROGETTO
The Kite nasce come progetto cinematografico indipendente, sviluppato con l’intento di trasformare un testo poetico potente in un racconto visivo.
La sfida era:
- tradurre il linguaggio della poesia in immagini;
- costruire un racconto emotivo essenziale;
- lavorare su simboli, silenzi e gesti più che sui dialoghi;
- creare un film capace di parlare a un pubblico internazionale.
Il progetto è stato pensato fin dall’inizio come un’esperienza visiva e sensoriale, in cui lo spettatore è chiamato a entrare nel racconto più che a riceverlo in modo esplicito.
LA SOLUZIONE CREATIVA
Approccio narrativo
Il cortometraggio utilizza un linguaggio cinematografico minimalista, dove immagini, ritmo e silenzi diventano i veri strumenti di racconto.
La narrazione si costruisce attraverso simboli e situazioni evocative, lasciando allo spettatore spazio per interpretare e completare il significato delle immagini.
L’aquilone — da cui il film prende il titolo — diventa metafora di libertà, memoria e speranza.
Scelte visive
La regia punta su:
composizioni visive essenziali
attenzione alla luce e all’atmosfera
tempi narrativi dilatati
centralità dei corpi e delle espressioni degli attori
Il risultato è un linguaggio visivo che privilegia la suggestione rispetto alla spiegazione.
APPROCCIO TECNICO E RIPRESE
La realizzazione del cortometraggio ha combinato tecniche di ripresa cinematografica tradizionale con soluzioni più immersive per ampliare la dimensione visiva del film.
Le riprese principali sono state realizzate con camera Blackmagic 6k Pro, utilizzando ottiche cinema Canon CN, per ottenere un’immagine cinematografica ricca di profondità e controllo sulla resa della luce.
Per alcune sequenze sono state integrate:
riprese aeree realizzate con drone DJI Mavic 3 Pro, utili a dare respiro e scala visiva alla narrazione;
riprese subacquee con scafandro professionale Easydive, che hanno permesso di esplorare una dimensione visiva più sospesa e simbolica.
L’approccio tecnico è stato sempre guidato dalla narrazione: ogni scelta visiva e strumentale è stata pensata per sostenere il tono poetico e contemplativo del film.
PREMI E RICONOSCIMENTI
La vittoria allo Y-40 Film Festival rappresenta il primo passo del suo percorso nei festival e negli spazi dedicati al cinema indipendente.
Il cortometraggio è stato selezionato in diversi Festival Nazionali e internazionali tra cui: Bracciano Film Festival dove vince una menzione d'onore e al Capri Hollywood Film Festival.
CREDITS
Produzione
Eleven Studio
Sceneggiatura
Andrea Boretti
Direttore della fotografia - scene in acqua
Elisa Chinello
Direttore della fotografia - scene a terra
Krishna Agazzi
Fonico di presa diretta
Davide De Benedetti
Produzione esecutiva
Giampaolo Boretti
Simone Manganello
Daniel Boretti
Casting
Eleven Studio
Post-produzione video
Eleven Studio
Color grading
Eleven Studio
Mix & Sound Design
Filmico Studio
Cast
Cesare Milan
Matteo Chirillo
Alessia Tomassi
Tommaso Mazzarotto
Silvia Mercoli
Copyright & proprietà contenuti
Eleven Studio Produzioni Sas di Andrea Boretti
UN’IDEA, UNA PRODUZIONE, UN RISULTATO.
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